PREFAZIONE
ovvero
Chi è l’EnoGastroSportivo?
I maniaci Enogastrosportivi sono degli sfondati che nella loro ingenuità, di natura fanciullesca spesso molto infantile, credono di poter giustificare la loro ingordigia prodigandosi nelle attività sportive più variegate e pericolose.
Il maniacalismo deriva dalla pervicacia che mettono in tutto ciò che fanno, come bere vino, cibarsi di alimenti ricchi di grassi e cimentarsi nell’attività fisiche. Tuttavia questa definizione da “dizionario” non aiuta a capire la complessità della psiche del maniaco enogastrosportivo.
I soggetti affetti o pervasi da tale comportamento distruttivamente autolesionista appartengono sorprendentemente alle più rispettabili e alte classi sociali, annoveriamo pertanto la presenza tra essi di chimici, avvocati, imprenditori, liberi professionisti e manager.
È per questo motivo che tale disturbo intimorisce i personaggi dell’alta società come Montezigomo, Berlucconi e Briatòro, il che costituisce il motivo per cui il fenomeno è molto studiato e seguito dai mass media.
Il ceppo originario trae le sue origini nel cuore della Toscana dove si riscontrano le caratteristiche ambientali migliori per lo sviluppo di tale patologia. La Toscana è pericolosissima, gli studiosi inorridiscono al solo pensiero che qualcuno possa ancora abitarci. Infatti, come accennato, ha tutte le peculiari caratteristiche per lo sviluppo del maniaco enogastrosportivo, elenchiamo i tratti principali che la rendono terreno fertile per tale disagio e come questi tratti aiutino lo sviluppo degli enogastrosportivi.
ENO
Terra di vini in genere, troviamo i nettari più pregiati e prelibati di tutta la produzione mondiale di vino. La varietà è immensa e la cultura enologica pervade tutti i toscani dai soggetti di più elevata conoscenza enologica, i sommelier e gli enologi, ai più infidi e incalliti bevitori, gli avvinazzati. Tutti accomunati dalla caratteristica sete alcolica placata dal famoso “gottino”bicchiere di vino del contadino; il toscanaccio medio crede di sapere “di vino”, in realtà sono tutti barboni dediti all’alcol e hanno la tendenza a festeggiare eventi improbabili con la gratificante usanza del brindisi che poi viene ripetuto innumerevoli volte durante il pasto. Caratterista curiosa il sempre presente brindisi “alla fia”, tuttora oggetto di studi. Ma non ci sono solo reietti della società, tutt’altro gli enogastrosportivi apprezzano il buon vino e spesso nei loro incontri, durante i banchetti e i baccanali ne apprezzano le caratteristiche organolettiche e non sdegnano l’apertura di qualche bottiglia di pregio.Tuttavia la raffinatezza nel servire il nettare di Bacco e la degustazione lasciano ben presto spazio all’abuso della bevanda. Già in questa prima parte sovviene alla luce una caratteristica sintomatica dei soggetti: l’esagerazione.
GASTRO
Il girone dei Golosi di Dante Alighieri, ahimè toscano anche lui, ne è una pallida riproduzione. Il perché della nascita del maniacalismo enogastrosportivo in questa regione non ha bisogno di elargire caratteristiche socio-comportamentali ma è ben dimostrato dall’elenco delle pietanze che tale zona italica propone: antipasti di crostini di tutti i tipi accompagnati da salumi e formaggi freschi e stagionati, ribollita, tutti i tipi di pasta con carne, verdure, lepri, caprioli, cinghiali, colombi, fagiani, tordi, quaglie, aquile, polli, mucche, capre, pecore, agnelli, vacche, cuniglioli e maiali. I secondi? Un aberrazione di varietà di secondi di pesce ma soprattutto carne, l’elenco delle portate più famose: bistecca alla fiorentina, castrato arrosto, trippa, tagliata al tartufo o rucola e grana, daino e cinghiale in umido con polenta. L’appena citato elenco di leccornie è manna per il maniaco enogastrosportivo che se ne ciba gioioso ma soprattutto avido e in abbondanza. Mangiare molto giustifica inoltre l’accoppiata con il bere molto, e viceversa. Ma ciò che veramente sfiora il degero e aumenta il rischio di malattie cardio-vascolari sono i quantitativi di cibo. Già il toscano medio è considerato una buona forchetta, il vero maniaco enogastrosportivo non ha ritegno, fiero e vanitoso delle capacità del proprio apparato digestivo riesce a mangiare per lunghi periodi senza respirare, pertanto durante i pasti anche la conversazione è minima (“passami il vassoio”, “boia! è finita la pasta”, “versami dell’altro vino”). L’evoluzione ha inoltre dotato i soggetti in questione della anormale disponibilità di tre stomaci, su la cui utilità ancora si fanno ipotesi contrastanti. Altra caratteristica del maniaco enogastrosportivo è la mancanza della sensazione di sazietà, infatti per capire quando è giunto il momento di fermare la nutrizione adottano due sistemi:
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la fine delle vivande sulla tavola, accompagnata dalla frase “noooo, è finito tutto!”
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il cibo che dopo aver riempito tutti i 3 stomaci, l’esofago e la gola inizia a fuoriuscire dagli angoli della bocca, anche questo evento, in verità molto frequente, è accostato ad una frase “tse, uhmm, inizio ad essere pieno, finisco il piatto e il vassoio e poi smetto”
Anche in questo frangente si trova il minimo comune denominatore: l’esagerazione.
SPORTIVO
Questo tipo di soggetti non sono sciocchi e sanno benissimo che l’esagerazione va arginata. Pertanto si pongono il problema dello smaltimento dei composti organici e dei liquidi ingeriti e lo risolvono praticando sport, molto sport. Gli sport che vengono utilizzati per consumare tutte le kilocalorie assunte sono tra i più comuni: MTB, sci, giogghingh, tennis, nuoto, bidibolding, canoa, canottaggio e cazzeggio. Tuttavia ciò che li contraddistingue sono le modalità con le quali praticano gli sport: svolgimento delle attività in tutte le condizioni atmosferiche, lo sport si pratica fino allo sfinimento o a profusione, uno sport prepara ed allena all’altro, il riscaldamento non esiste perché si presume che l’enogastrosportivo sia iperattivo e mai domo nelle sue attività quotidiane, l’allungamento o lo stretching non è previsto in quanto ispira la pratica sessuale, la pratica sportiva sottintende che la si svolga in modo tale che possa arrecare danni, anche gravi, al praticante (es.sciare a velocità sostenuta, discesa in MTB a scapicollo ecc.). Lo sport a profusione spesso porta alla samuelata (vedi Dizionario).
L’enogastrosportivo evoluto sa benissimo che praticare sport dopo le abbuffate non serve a nulla pertanto ha sviluppato una teoria geniale ed originale.
“faccio molto sport per cui devo mangiare molto per sostentarmi;
mangio molto perciò devo fare molto sport per mantenermi in forma”
..l’apice si raggiunge quando il sopraccitato motto diventa un circolo vizioso da cui…non si potrà MAI più uscire.
PERCHE’ IL SITO?
Ebbene si, i più arguti si saranno chiesti perché gli enogastrosportivi avranno fatto un sito per raccogliere e trasmettere le loro gesta? Gli enogastrosportivi vivono in branco e si crogiolano delle loro attività ma soprattutto sono degli ESALTATI e da buoni egocentrici narcisisti godono a stare al centro dell’attenzione, c’è mancato un soffio che non fossero tronisti.
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